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IL MARZIANO
Il Resto del Carlino 12 luglio 2012
Merola, comunicare o scomunicare?
90.000 euro non sono tantissimi, ma non sono neppure pochi. Virginio Merola ha affidato al sig. Andrea Ruggeri l’incarico di super-comunicatore del Comune. Tante polemiche politiche sull’opportunità della scelta, in tempi di crisi. Io, invece, credo che la scelta non sia inopportuna ma inutile. Perché il Sindaco comunica bene, sorride spesso, piange spessissimo e si comporta da essere umano. E ha un ufficio stampa efficiente con persone sveglie, che fanno sempre la loro (porca) figura. Ma non voglio assolutamente dire che tutto va bene. Le cose sbagliate che abbiamo visto e subìto, nell'ultimo anno, non sono dovute ad errori di comunicazione ma ad errori veri e propri. Quindi, non serve un super consulente che ci indori e ci frigga per bene le fregature. E’ odioso che in Comune ci sia un super-imbonitore pronto a raccontare che va bene anche quel che va male. La vicenda del super-consulente, dal punto di vista della comunicazione, è stata gestita malissimo. Assessori e dirigenti hanno giustificato la spesa, urlando che l’Amministrazione-Merola è la più parsimoniosa degli anni recenti. Come se i risparmi (forzati) fatti autorizzassero a spendere i soldi comunque…Se è così, comprino 90.000 euro di gratta-e-vinci, sperando in una botta di fortuna!
Ma passiamo a un caso concreto. La scempio degli alberi di piazza Minghetti è inspiegabile. In questo caso, non serve comunicare ma serve “scomunicare” (cazziare, multare, licenziare e sopprimere) i dirigenti che hanno consentito uno sfregio che migliaia di bolognesi non mandano giù, per soddisfare i desideri di una Banca e di una Fondazione benemerita e potente. 12 alberi abbattuti per restaurare Piazza Minghetti e Piazza del Francia. I pruni che costeggiavano il palazzo delle Poste e la magnolia che in primavera si colorava di rosa sono stati tolti per "dare più risalto ai palazzi". L’intervento (che il Comune non ha impedito o limitato) si deve all’architetto Gresleri (che fa rima col Ruggeri di prima). Ognuno di noi ha un bel ricordo di piazza Minghetti, com’era. Nel 1977, lì c’era lo studio del mio primo medico e, poiché non avevo casa, noleggiai anche una casella postale. Ma l’architetto non ha voluto sentir ragione ed ha abbattuto quegli “alberuzzi incongrui” che gli facevano tanto schifo e che a noi piacevano tanto.
Due estati fa, a Borgo Panigale, fu inaugurato il monumentale monumento al camionista. Gigante, inquietante, luccicante. Poi qualche bontempone applicò, nella zona inguinale dell’autotrasportatore, due palle d’argento che furono fotografate e pubblicate sul Carlino.
Pochi giorni fa, sul monumento a Minghetti, c'era a un cartello, che chiedeva ombra. Con caldo che fa, anche al povero Minghetti verranno fuori due balle così.
Serafino D'Onofrio
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